• Il museo di Nonantola
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LA SEDE – LA TORRE DEI BOLOGNESI o ROCCA

L’edificio che ospita il museo fu costruito nel 1307 dai Bolognesi che avevano conquistato Nonantola dopo una lunga serie di battaglie con i Modenesi. La torre, un edificio in mattoni a pianta quadrata di 11,7X12,76 metri, alta 38,13 metri, presenta una merlatura guelfa ricoperta da un tetto a capriate già attestato nel 1500 e rifatto negli anni ’70.
Ai piedi della torre si può ancora osservare l’archivolto di una delle porte di accesso al castello, Porta S. Adriano. Esaurita la sua originaria funzione di torre militare, venne utilizzata dalla metà del XV al XVII secolo prima come carcere, poi come magazzino ed infine ospitò il deposito sopraelevato dell’acquedotto del paese.
Il recupero scientifico, terminato nel 2004, ha permesso di rivelare nuovamente le sue più antiche funzioni di struttura difensiva, lasciate appositamente in vista, in modo da evidenziare la valenza storica che la Torre ha avuto nei secoli.

I CONTENUTI

All’interno della torre è oggi visitabile IL MUSEO DI NONANTOLA, che ripercorre la storia di Nonantola dall’età contemporanea alla Preistoria in un percorso a ritroso nel tempo scandito su quattro piani utilizzando fonti archeologiche, documentarie e fotografiche. Il racconto che si articola all’interno del museo presenta tre fili conduttori fortemente intrecciati tra loro: la trasformazione del paesaggio agrario che caratterizza il territorio, l’evoluzione del borgo e lo sviluppo della comunità.

 

PIANO TERRA: Benvenuti al Museo

Al piano terra del Museo si trovano la biglietteria-bookshop, quattro schermi che riproducono in tempo reale le immagine panoramiche del paese riprese dal belvedere della torre ed una postazione per la visita virtuale, pensata soprattutto per chi non ha la possibilità di accedere ai piani superiori.
A sinistra dell’ingresso è presente un pannello che rappresenta le varie destinazioni d’uso della torre nelle diverse fasi storiche (torre militare, poi carceraria, in seguito magazzino e infine acquedotto) e, a fianco del pannello, è collocata la lapide che ricorda la fondazione della torre, nel 1307, da parte dei Bolognesi che anticamente era murata all’esterno dell’edificio.

Sempre al piano terra è presente la mostra “I ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola: 1942-1943” curata dallo storico tedesco Klaus Voigt che racconta un importante episodio legato alla Seconda Guerra Mondiale che vede coinvolta la comunità nonantolana nel salvataggio di 73 ragazzi ebrei.

 

PRIMO PIANO: Il volto di Nonantola oggi

Il primo piano racconta la storia di Nonantola dagli anni venti del ‘900 ad oggi. Grazie all’ausilio di fonti fotografiche e documentarie si ripercorrono le tappe fondamentali dell’ultimo secolo della storia di Nonantola: lo sviluppo demografico, la conseguente forte urbanizzazione ed il “miracolo” economico che ha determinato il passaggio rapidissimo dall’agricoltura all’industria. Viene approfondito il periodo legato all’antifascismo e alla resistenza dove trovano uno spazio di rilievo le figure di Don Arrigo Beccari e Giuseppe Moreali, premiati da Israele con la medaglia di Giusti tra le Nazioni per l’impegno profuso a favore degli ebrei perseguitati e delle persone discriminate dal nazifascismo.
Sono presenti inoltre due simboli della società e della cultura nonantolana e di tutto il territorio della pianura emiliana: la carriola e la bicicletta.

SECONDO PIANO: Le radici del cambiamento

Il piano ripercorre a ritroso l’Ottocento ed evidenzia le profonde trasformazioni avvenute nell’agricoltura e nel paesaggio; cambiamenti che andarono di pari passo con la storia del movimento contadino e bracciantile, la nascita del socialismo, l’azione cooperativa e sindacale delle campagne. Uno spazio rilevante viene dato all’evoluzione della Partecipanza Agraria di Nonantola (Ente Morale derivante da un lascito di età medievale) che nel XIX secolo procedette ad una radicale trasformazione agronomica poiché venne abbattuto il bosco secolare di 900 biolche, che da sempre caratterizza i suoi terreni, e vennero dissodati i prati per far posto alle coltivazioni di cereali.
Al centro della sala è collocata la scranna salimbeniana, una semplice sedia di legno che può essere trasformata in uno “scaletto” da biblioteca, ingegnosa invenzione di uno degli esponenti della nobile famiglia Salimbeni, per lungo tempo la più notabile di Nonantola.

TERZO PIANO: Il Monastero di San Silvestro e la Magnifica comunità di Nonantola

Il terzo piano copre l’ampio periodo storico che intercorre tra il 1700 e il 1000; qui viene ripercorsa l’evoluzione del borgo nonantolano partendo dalla sua nascita intorno al monastero di San Silvestro.
I disegni che raffigurano le trasformazioni susseguitesi nel borgo sono opera di Riccardo Merlo e si basano sulle informazioni e sulle nuove scoperte fornite dalla ricerca e dagli scavi archeologici condotti, a partire dal 2001, dall’UniversitàCa’ Foscari di Venezia.
In questo piano è presente il plastico della Torre dei Bolognesi, sede del museo, frutto dell’elaborazione dei dati emersi dagli scavi archeologici, che riproduce fedelmente quello che avrebbe dovuto essere l’aspetto di parte delle mura di Nonantola prima del loro definitivo abbattimento. Uno spazio particolare è dedicato a due sepolture rinvenute sul territorio nonantolano: la tomba in cassa laterizia di un monaco dell`abbazia di Nonantola e quella in fossa terragna di un bambino rinvenuto nel cimitero di Piazza Liberazione. È inoltre presente un touch screen che permette di visualizzare tutti i luoghi in cui sono stati eseguiti scavi archeologici a Nonantola ed una cassettiera contenente i reperti provenienti dallo scavo di Piazza Liberazione.

QUARTO PIANO: Dai Romani alla Preistoria

Il piano dedica il suo spazio alla fase più antica della storia di Nonantola e del suo territorio, dall’Età del Bronzo a quella romana. Nelle vetrine sono esposti vari reperti provenienti dai siti collocati nell’area nonantolana; i disegni di Riccardo Merlo contenuti nei pannelli-libro aiutano a ricostruire la vita di queste epoche lontane.
Tra gli oggetti più importanti esposti vi sono quelli provenienti dalla terramara di Redù, tra cui spiccano un piede di statuetta antropomorfa in ceramica d’impasto, pregevole per l’accuratezza dei dettagli anatomici, e la “Lamina Aurea”, un disco d’oro decorato con tecnica a sbalzo e punzone con motivi circolari: entrambi questi reperti fanno presumere che Redù fosse un’importante area di culto.

BELVEDERE: Nonantola dall’alto

Salendo sul belvedere è possibile avere una visione d’insieme dell’abitato di Nonantola e del suo territorio da tutti i punti cardinali.
Durante le giornate particolarmente terse si possono riconoscere anche i paesi e le città confinanti e i loro monumenti: la chiesa di San Giovanni in Persiceto, San Luca sui colli bolognesi, la Ghirlandina di Modena.
Salendo sulla balconata del belvedere si possono quindi ammirare: a sud l’Appennino modenese e il monte Cimone, a ovest Modena, la Torre dei Modenesi e Villa Emma, a nord la Partecipanza Agraria, l’Abbazia di San Silvestro, la Pieve di San Michele Arcangelo e la Chiesa di Santa Filomena, e infine, a est, Bologna

 

MUSEO DI NONANTOLA

Orari di apertura:

Sabato, domenica e festivi: 9.30-12.30  e  15.30-18.30

Ingresso: gratuito

Telefono: durante gli orari di apertura del museo 366/4340703

(visite guidate su appuntamento telefonando allo 059/896656 tutte le mattine dalle 8.30 alle 13.00 e il martedì e giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 17.00)

Info:

Ufficio Archivi, Musei, Turismo e Volontariato – Comune di Nonantola
Telefono: 059/896656-639 – durante gli orari di apertura del museo telefonare al numero 366/4340703
Email: museo@comune.nonanontola.mo.it, archivio@comune.nonantola.mo.it

 

Tempi di visita del museo: scarica qui il volantino

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