Nata come colonia romana, come attesta il suo nome derivante dal numerale latino nonanginta, è famosa principalmente per la sua storia medievale legata al monastero benedettino di San Silvestro, fondato nel 752 d.C. dal longobardo Anselmo.

Del monastero, divenuto potentissimo sul piano culturale e spirituale, strategico e politico, e della comunità sorta successivamente, il centro storico del paese conserva ancora numerosi segni e tesori.

La torre dei Modenesi e via Roma

Torre dei Modenesi dall'alto

La Torre dei Modenesi

A ovest, giungendo da Modena, che dista 11 Km, è collocato l’ingresso principale del borgo ed il nucleo centrale legato alla vita della comunità antica, segnato dalla Torre dei Modenesi o dell’Orologio, costruita nel 1261 quando Nonantola passò sotto il dominio del Comune di Modena.

La costruzione, in mattoni, si presenta con una pianta quadrata di 10,7X9,63 metri, ha un altezza di 30,5 metri ed è divisa in 5 piani (l’interno non è visitabile; attualmente è circondata da un’impalcatura e in attesa di restauro a causa dei danni derivanti dal sisma del 2012) . La merlatura guelfa, con cui originariamente terminava, è stata in parte murata e ricoperta da un tetto sovrastato da un torricino che ospitava la campana comunale.

la piazza del Pozzo

La Piazza del Pozzo

A due passi dalla torre si incontra la Piazza del Pozzo chiusa su tre lati da edifici che fin dal quattrocento ospitavano la sala in cui si riuniva il Consiglio del Comune e la scuola, la Residenza Vecchia della Partecipanza (ora sede della biblioteca comunale), il forno, la salina dove si immagazzinava e si vendeva il sale per tutta la popolazione: l’antica Piazza della Comunità.

Sul lato est della piazza si può ammirare un bellissimo palazzo delle linee sette-ottocentesche: la Residenza Nuova della Partecipanza Agraria di Nonantola (via Roma 21), sede del Comune di Nonantola fino al 1898.La facciata presenta un portone con arco a tutto sesto che porta ad un androne passante e ad una bella corte interna attraverso cui si arriva al giardino collocato nel luogo in cui si trovavano le fosse castellane che circondavano le antiche mura.
All’interno dell’edificio è conservato l’importante archivio della Partecipanza Agraria di Nonantola ed è possibile vedere una mostra permanente che racconta la storia di questo ente millenario e la sua evoluzione nel corso dei secoli.

Percorrendo via Roma, la strada principale del centro storico, già via Maestra del Castello, si possono osservare alcuni palazzi di bella fattura tra cui spicca Palazzo Previdi (via Roma 59). L’edificio presenta un’interessante facciata a lesene e, osservando la finestra centrale del primo piano, si può notare una lunetta a bassorilievo in cotto raffigurante l’incontro tra Dante a Cacciaguida, che rende omaggio alla supposta origine nonantolana di Dante Alighieri.

Il palazzo conserva un bel cortiletto interno, che a nord è chiuso da un frammento delle antiche mura che circondavano, fino alla fine dell’ottocento, il borgo di Nonantola.

Nel pieno centro storico di Nonantola, presso piazza Caduti Partigiani, sorge la zona occupata dal complesso dell’antico monastero che testimonia, nonostante i profondi rimaneggiamenti susseguitisi nei secoli, l’articolata struttura dei centri monastici.
L’elemento centrale e meglio conservato, nonostante le tormentate fasi costruttive e ricostruttive subite nel corso della sua lunga e appassionante vicenda storica, è la Chiesa Abbaziale di San Silvestro

interno abbazia di Nonantola

L’interno dell’Abbazia di Nonantola

Fondata nell’VIII secolo, ampliata tra il secolo XI e XIII, ha recuperato nella facciata un aspetto tipicamente romanico dopo il restauro del 1915, voluto da Don Ferdinando Manzini. Della facciata originale resta il portale scolpito che entrando, a sinistra, presenta formelle che raccontano la storia del monastero e a destra scene della natività di Gesù.
La chiesa, all’interno, è divisa in tre navate separate da due file di pilastri quadrilobati; l’altare maggiore si trova in posizione sopraelevata e vi si accede attraverso una scala centrale e due laterali. L’altare è dedicato a San Silvestro I Papa , patrono di Nonantola, e fu scolpito da Giacomo Silla de’ Longhi , che lo realizzò tra il 1568 e il 1572.
Un momento di grande suggestione nella visita all’Abbazia si ha quando si incontra la cripta con le sue 64 colonne eleganti e sormontate da capitelli di forma e di epoche diverse, 36 dei quali sono datati dall’ VIII all’inizio del XIII secolo.

la cripta

La cripta

Da una porta laterale della navata di destra si raggiunge il cortile interno dell’antico complesso monastico, chiuso a Nord dalla chiesa e da un porticato trecentesco, a Ovest dal palazzo dell’ex seminario, a Sud da un’ala oggi occupata dal Comune, a Est da un muro di cinta. A est si affacciano le absidi: esse non furono alterate dai restauri novecenteschi e sono scandite da lesene che reggono arcate sottolineate da file di archetti ciechi.

A Nonantola gran parte delle antiche strutture monastiche hanno subito profonde trasformazioni, tanto da renderne difficile la lettura; esse oggi ospitano l’Archivio Abbaziale, con il suo nucleo straordinario di più 4.500 pergamene che testimoniano la storia medievale di Nonantola e il Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano di Arte Sacra.

Nel museo è esposto il Tesoro abbaziale formato da straordinari pezzi di oreficeria sacra tra cui spicca la reliquia della Santa Croce che racchiude un frammento della Croce di Cristo; da codici preziosissimi come l’Acta Sanctorum, che contiene la vita dei santi venerati a Nonantola: Anselmo abate, Silvestro papa, Adriano III e il Cantatorium, uno dei più antichi codici musicali che presenta una coperta in legno e avorio di straordinaria bellezza. Vi sono poi esposti importanti dipinti, pergamene e oggetti d’oro e d’argento di raffinata fattura.

Il Palazzo Comunale e il Museo di Nonantola

Dopo la visita al complesso dell’antico monastero si incontra, su via Marconi n° 11, il Palazzo Comunale, già Salimbeni dal nome dell’antica famiglia nobiliare che ne fu proprietaria dal 1799 al 1898 e i cui componenti furono attivi protagonisti della storia locale; il palazzo comprende parte dell’originario corpo di fabbrica del monastero che ospitava il refettorio del monastero.

Nell’ala del palazzo nota oggi come Sala degli Affreschi, nel 1983, nel corso di lavori di ristrutturazione, sono emersi i resti di un ciclo affrescato che rappresenta un’importante scoperta per la storia della cultura figurativa emiliana intorno al Mille. Gli affreschi, databili tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, presentano scene della vita di San Benedetto e degli Atti degli Apostoli e sono sormontati da un fregio costituito da una fascia a meandro e interrotto da tabelle figurate.
Purtroppo, a causa del sisma del 2012 la Sala degli Affreschi, come gran parte di Palazzo Salimbeni, ha subito gravi danni e per il momento non è aperta al pubblico.
Nell’angolo nord est del giardino comunale, chiamato “Perla Verde”, si erge la Torre dei Bolognesi, sede del Museo di Nonantola.
La torre, costruita nel 1307 dai Bolognesi dopo la conquista di Nonantola, è un edificio in mattoni a pianta quadrata con una merlatura guelfa ricoperta da un tetto a capriate già attestato nel 1500 (rifatto negli anni ’70).
Dopo un rigoroso intervento di restauro, nel 2007 è stato allestito e inaugurato al suo interno il Museo della città.
Il museo racconta la storia della Comunità nonantolana da oggi alla preistoria in un percorso a ritroso nel tempo scandito su quattro piani sulla base di tre fili conduttori: lo sviluppo della Comunità, le trasformazioni del territorio e lo strettissimo legame tra il popolo di Nonantola e la sua terra.

Si tratta di un museo che vuole rivolgersi in particolare ai ragazzi delle scuole e a tutti coloro che, in maniera divulgativa ma rigorosa, desiderano conoscere la storia del nostro territorio: in esso si trovano le tradizionali vetrine che espongono, accanto ad alcuni degli oggetti più importanti legati alla vita della comunità, anche documenti, pannelli esplicativi con grandi disegni, pannelli che riproducono fotografie antiche e recenti.
Sicuramente di grande interesse è la visita al Belvedere, il punto più alto della Torre dei Bolognesi, alta 38,13 metri, permette di vedere il paesaggio da ogni punto cardinale.

I monumenti esterni al Borgo

Il visitatore che giunge a Nonantola vede svettare, imponenti, le due torri superstiti dell’ampio sistema difensivo della città, demolito all’inizio del XX secolo per favorire lo sviluppo urbanistico del centro urbano verso la campagna. Fuori delle antiche mura sorgevano altre due chiese degne di nota.
A pochi metri dall’Abbazia si incontra la Chiesa di Santa Maria fuori le Mura detta anche Santa Filomena.

chiesa di Santa Maria fuori le Mura detta Santa Filomena

chiesa di Santa Maria fuori le Mura detta Santa Filomena

Fondata nel 1325 dalla Compagnia dei Flagellanti che costruirono anche un ospedale per i poveri, gli infermi e i pellegrini, venne ricostruita verso la fine del 1500 e restaurata a fine ‘600. Restaurata e riconsacrata nel 2004. La chiesa presenta un portico a tre arcate in stile rinascimentale e abside a forma pentagonale sormontata da un campanile a torre.

La Pieve di San Michele Arcangelo fu fondata tra l’870 e l’887 dall’abate del monastero Teodorico fuori dalle mura del borgo ad uso della popolazione rurale, era cioè una chiesa parrocchiale nata per la cura delle anime a differenza dell’Abbazia di San Silvestro sorta ad uso esclusivo della comunità monastica. L’edificio carolingio aveva misure relativamente modeste e la successiva costruzione romanica (XI-XIII sec.) risulta due volte e mezzo più grande. L’edificio romanico fu costruito tra il 1011 e il 1101, verso la fine del XVIII secolo subì un pesante intervento di restauro che alterò profondamente le forme romaniche dell’edificio.

sanmichele

Pieve di San Michele

La facciata che possiamo ammirare oggi rispecchia i canoni dell’arte barocca, tripartita e ornata da cornici marcapiano e da un bel timpano; delle absidi romaniche rimangono la mediana e la meridionale, quella settentrionale fu ricostruita nel 1700.
L’interno è diviso in tre navate.

 

 

La Partecipanza Agraria

Alla storia dell’Abbazia e della Comunità di Nonantola si intreccia la particolare storia della Partecipanza Agraria. Si tratta di un Ente morale che ancora oggi gestisce, secondo antichissime regole, circa 760 ha di terreni agricoli a nord del centro urbano. Le Partecipanze Agrarie sono una delle ultime forme di gestione collettiva dei terreni di origine medievale.
La Partecipanza Agraria di Nonantola risale ad una carta di franchigia del 1058 nella quale l’abate Gotescalco prometteva la concessione di una serie di terreni al popolo nonantolano che in cambio doveva provvedere alla costruzione delle mura e alla protezione del castrum; per godere del diritto sui terreni la charta di Gotescalco prevedeva la clausola dell’ereditarietà dei terreni, che creava un forte vincolo di dipendenza tra uomini, terra e monastero, e l’obbligo di residenza.
Seguendo regole quasi immutate nel tempo il patrimonio fondiario collettivo della Partecipanza viene ripartito periodicamente, tramite sorteggio, tra i discendenti delle famiglie originarie (sono 22 i cognomi delle famiglie nonantolane che beneficiano
oggi di questo diritto).

La Partecipanza presenta alcuni degli itinerari ambientali più interessanti della Provincia di Modena: partendo dal centro del paese, in bicicletta o in automobile, è possibile raggiungere in breve l’Oasi di Riequilibrio Ecologico “Il Torrazzuolo”, posta in una zona attraversata dai tre canali che rappresentano l’ossatura del sistema idrografico nonantolano: il canal Torbido, la Fossa Bosca e la Fossa Sorga.

Casa della Guardia - A.Reggiani 2007_05_05 027

Casa della Guardia

Qui a partire dal 1991 è stato ricostituito un bosco con migliaia di essenze tipiche della nostra pianura mentre una palude e prati umidi hanno permesso a molte specie di animali selvatici e di uccelli acquatici di ritrovare il loro habitat naturale. In quella che si chiama Casa della Guardia, al limitare del bosco, è stata ricavata un’aula didattica e creata una interessante raccolta di attrezzi e utensili legati alla civiltà contadina.

Sempre in prossimità della Casa della Guardia è situato il Campo Catalogo che si compone di due parti: il sentiero dei profumi e il sentiero degli antichi sapori in cui sono stati valorizzati profumi e sapori antichi riscoprendo le erbe officinali.

Villa Emma

Nonantola, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu teatro di una vicenda legata all’ olocausto in cui emerse un prezioso e positivo esempio di resistenza civile.
La storia dei “Ragazzi di Villa Emma” risale al periodo tra il luglio 1942 e il settembre 1943 quando arrivarono a Nonantola 73 ragazzi ebrei di varie nazionalità che soggiornarono per un certo periodo a Villa Emma e che riuscirono a salvarsi e a fuggire in Svizzera grazie all’aiuto di numerosi cittadini nonantolani.
La villa che fu teatro di questa vicenda si trova appena fuori dal paese, in via Giuseppe di Vittorio 31; si tratta di una bella villa di campagna dalle linee neoclassiche costruita tra il 1890 e il 1898.
L’interno della villa non è visitabile poiché di proprietà privata ma la mostra permanente sulla vicenda dei “Ragazzi Ebrei di Villa Emma a Nonantola” è allestita al piano terra del Museo di Nonantola.

Villa Emma

Villa Emma

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