Visita guidata all’Abbazia e al Museo Benedettino -scuole di ogni grado

VISITA GUIDATA ALL’ABBAZIA ED AL MUSEO BENEDETTINO E DIOCESANO

Altro tipo di offerta didattica è la visita guidata al Museo Benedettino e Diocesano ed all’Abbazia di Nonantola (costo biglietto d’ingresso € 2.00 ad allievo più contributo di € 20 per il servizio di visita guidata). Questo tipo di percorso è attivo dal martedì al sabato su prenotazione, sia al mattino che al pomeriggio. Il percorso ha una durata di circa un’ora e mezza.
Ambiti disciplinari coinvolti: storia (Medioevo), arte, architettura (Romanico), religione (monachesimo).

BREVE PRESENTAZIONE DEL NOSTRO MUSEO E DEL SUO PATRIMONIO:
Il museo ospita opere d’arte di rilevanza internazionale. Il cuore del museo è la sala della Reliquia della Santa Croce (X sec.), che insieme ad altre opere straordinarie, contornate da un suggestivo allestimento, danno vita alla sezione del Tesoro Abbaziale: il Braccio reliquiario di San Silvestro I Papa (1372), la cassetta reliquiario dei martiri Senesio e Teopompo (XII sec.), la cassettina in avorio (XII
sec.), e i rarissimi sciamiti bizantini ritrovati fortuitamente pochi anni fa in una nicchia nel muro dell’Abbazia (IX-X sec.). Ancora, gli splendidi codici medievali provenienti dallo scriptorium monastico: l’Evangelario di Matilde di Canossa (XI sec.), il Graduale o Cantatorio, antico codice musicale contenente le melodie gregoriane (XI sec.), l’Acta Sanctorum (XII sec.).Un’ampia sezione
dedicata alle pergamene dell’Archivio Abbaziale, il più ricco di pergamene dopo quello vaticano: si trovano qui i celeberrimi documenti di imperatori e papi: il diploma con il monogramma di Carlo Magno, la pergamena siglata da Matilde di Canossa, quella di Federico Barbarossa, e quella dell’Abate nonantolano Gotescalco che ha dato origine alla Partecipanza Agraria. Per concludere: un maestoso polittico di Michele di Matteo Lambertini (XV sec.), l’affresco su tavola della scuola ferrarese di Cosmè Tura raffigurante l’Ascensione di Cristo, la grande pala d’altare di Ludovico Carracci con San Carlo Borromeo che battezza un bambino durante la peste di Milano (XVII sec.). Da marzo 2013 e fino a marzo 2014 il Museo ospita la mostra “L’arte nell’epicentro. Da Guercino a Malatesta. Opere salvate nell’Emilia ferita dal terremoto” che raccoglie un’ottantina di opere d’arte salvate dalle chiese devastate dal sisma che ha
colpito l’Emilia nella primavera del 2012.

“ALLA SCOPERTA DELL’ARTE SALVATA DAL TERREMOTO DELL’EMILIA”
Da marzo 2013 e fino a marzo 2014 il Museo ospita la mostra “L’arte nell’epicentro. Da Guercino a  Malatesta. Opere salvate nell’Emilia ferita dal terremoto” che raccoglie un’ottantina di opere d’arte salvate dalle chiese devastate dal sisma che ha colpito l’Emilia, ed in particolare la provincia modenese, nella primavera del 2012. Un apposito percorso per le scuole sarà indirizzato alla scoperta dell’arte salvata dopo le tremende scosse del maggio 2012: un modo per fare conoscere ai ragazzi il ricco patrimonio culturale ed
artistico che era ospitato nelle chiese dei Comuni più colpiti dalla calamità. Questo percorso mirato ha un costo biglietto d’ingresso di € 2.00 ad allievo più contributo di € 20 per il servizio di visita guidata. L’itinerario è attivo dal martedì al sabato su prenotazione, sia al mattino che al pomeriggio. Il percorso ha una durata di circa un’ora e mezza.

PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA “L’ARTE NELL’EPICENTRO. DA GUERCINO A MALATESTA. OPERE SALVATE NELL’EMILIA FERITA DAL TERREMOTO
“Le opere d’arte sottratte, con coraggio e generosità, alla distruzione diventano semi di un nuovo atto di
creazione, simboli di una ricostruzione e di una rinascita possibile”.
(Card. Gianfranco Ravasi)
Opere che parlano direttamente al cuore. Per apprezzare questa mostra, le emozioni contano più dello sguardo: queste tele, sculture o reliquiari non sono soltanto straordinarie opere d’arte, ma rappresentano il patrimonio di comunità ferite che in una sola notte hanno visto crollare tanti punti di riferimento. E’ “L’arte nell’epicentro”, allestita nelle sale del Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra, a fianco della millenaria Abbazia di Nonantola: sono qui esposte circa ottanta opere miracolosamente salvate dalle chiese
della Bassa modenese devastate dal terremoto. Capolavori di maestri della scuola emiliana, che ornavano altari e cappelle della Bassa Pianura modenese: ora hanno creato un’inedita pinacoteca. Resteranno esposti a Nonantola fino al 16 marzo 2014.
Il percorso si snoda idealmente attraverso le Chiese colpite dal sisma, in un itinerario geografico che parte dalle porte della città di Modena, margine meridionale del cratere sismico, attraversando Bastiglia, Bomporto, Sorbara e Stuffione, per spingersi verso nord e arrivare fino a Finale Emilia, l’epicentro geografico ed artistico del terremoto. Ci sono preziosissime opere come la “Madonna di Monserrato e santi” di Simone Cantarini, che frequentò la scuola di Guido Reni (1630), il “Transito di San Giuseppe” di Giuseppe Maria Crespi, provenienti dal santuario di Stuffione di Ravarino, l’“Adorazione dei Magi” dello stesso Crespi (1730) recuperata dal Duomo di Finale Emilia, e il bellissimo dipinto del Guercino raffigurante la “Madonna, Gesù Bambino e San Lorenzo” (1624), dalla chiesa del Seminario, sempre di
Finale. In segno di comunione tra diocesi, una sala è dedicata ad un nucleo di opere del Museo diocesano di Carpi, inagibile dopo le scosse del 20 e 29 maggio 2012, con l’“Annunciazione” dello Scarsellino (fine ’500).
«Queste opere sono segni identitari per le comunità parrocchiali – ricorda monsignor Antonio Lanfranchi, Arcivescovo di Modena-Nonantola – e mi verrebbe da dire che soffrono nell’anelito di ritornare ‘a casa’, ma nel frattempo non si rifiutano di continuare a comunicare il loro messaggio ai visitatori». «Nelle terre emiliane sia le pietre degli edifici, sia i capolavori della pittura portano ora impressi i segni della passione, attraverso la firma inquietante del terremoto», scrive il cardinale Gianfranco Ravasi, Prefetto del Pontificio Consiglio della Cultura, introducendo il catalogo, un volume che vuole essere una memoria storica dei tragici eventi vissuti dagli abitanti della Pianura Emiliana nella primavera 2012, con fotografie raffiguranti le chiese devastate prima e dopo il sisma e le opere d’arte che sono state messe in salvo dai Vigili dei Fuoco e da tanti volontari.
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Se venite da lontano, abbiamo anche la possibilità di ospitarvi al coperto per consumare il pranzo al sacco (da specificare al momento della prenotazione – € 1 a ragazzo). A Nonantola troverete anche numerosi ristoranti disponibili a concordare menu speciali per le scuole!

Le prenotazioni sono già aperte e chiuderanno ad esaurimento delle giornate disponibili.
Vi aspettiamo nostri graditi ospiti!
Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra

Abbazia di San Silvestro Papa di Nonantola
Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra
Via Marconi, 3 – 41015 Nonantola
Telefono: 059 549025 – E-mail: museo@abbazia-nonantola.net
www.abbazia-nonantola.net

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