Le Partecipanze Agrarie sono una delle ultime forme di proprietà collettiva di terreni di origine medievale esistenti in Italia; ne sono sopravvissute otto.

La Partecipanza Agraria di Nonantola risale ad una carta di franchigia o Charta Convenientiae emanata dall’Abate Gotescalco nel 1058; questa Charta era un contratto bilaterale in cui l’Abate, signore del luogo, prometteva la concessione di terreni alla comunità e il popolo, in cambio, doveva provvedere alla costruzione delle mura e alla protezione del castrum.
Il monastero concedeva in usufrutto perpetuo alla comunità il diritto allo sfruttamento delle terre comprese entro certi confini e prevedeva la trasmissione del diritto per linea maschile e l’obbligo di residenza.

Seguendo regole quasi immutate nel tempo, il patrimonio fondiario collettivo della Partecipanza viene ripartito periodicamente, tramite un sorteggio, tra i discendenti delle famiglie originarie (sono 22 i cognomi delle famiglie nonantolane che beneficiano di questo diritto).

I palazzi della Partecipanza sono composti da una residenza Vecchia ed una Nuova e si affacciano sui due lati della Piazzetta del Pozzo.

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